Mantinea

“L’uso del latino come lingua scritta, benché non s’identifichi del tutto con la causa […] della cultura grecolatina e mediterranea […], è però l’indizio più sicuro d’una vitale comunicazione tra il mondo antico e il moderno. Quando quell’uso sarà cessato, sarà praticamente cessato anche l’apporto continuo d’idee che ci viene dall’antico. Può darsi che la nostra civiltà moderna non ne abbia più bisogno […]. Ma non oserei dire che questa sua nuova indipendenza contribuirà a farla migliore”.

                                                                                                                                             G. B. Pighi

 

 

Mantinea, la “nuova vate” (μάντις νέα) è una rivista semestrale che intende riprendere l’uso della lingua latina nella res publica litterarum ossia nella comunità internazionale degli uomini di cultura; uso consolidato da una consuetudine secolare e ininterrotta che s’è protratta ben oltre la caduta dell’impero romano, per tutta l’età media, l’umanesimo, il rinascimento e l’età moderna fino alle soglie della contemporaneità, dando voce a letterati, filosofi, giuristi, teologi, medici, botanici, zoologi, matematici, fisici, astronomi, oltre i confini che separavano nazione da nazione, e oltre le barriere temporali; congiungendo così, sincronicamente e diacronicamente, in un’ideale aurea catena, uomini, dottrine, teorie fondanti e visioni luminose. La lingua latina, proprio perché “morta”, ossia non sottoposta alla caleidoscopica trasformazione incessamente subìta dalle lingue d’uso quotidiano, ha permesso per secoli la comunicazione delle idee e delle acquisizioni culturali di là dal tempo e dallo spazio, componendo in una superiore unità uomini diversi per nazione, epoche, costumi, religione. Grazie a questa inaspettata apoteosi della cultura, la lingua latina, morendo, è divenuta immortale.

 

In un’epoca in cui, in mezzo a tanto parlare d’una necessità d’un rinascente umanesimo, le discipline umanistiche, che dovrebbero nutrire la fibra morale della società attraverso quella seria e profonda meditazione ch’è in definitiva tensione etica e sforzo di costruzione del bene comune, son da più parti oltraggiate, neglette, trascurate, c’è bisogno d’un atto provocatorio e forte, che risponda al dileggio, al disprezzo, al superbo vilipendio della cultura umanistica ostentato da molti di coloro che detengono il potere in Europa e ridia quell’honos alle humanae litterae che vien loro continuamente strappato.

 

Di fronte dunque a questa sempre minore attenzione verso tali discipline, uomini d’alta cultura dell’intero pianeta hanno voluto dar vita a una rivista dai densi contenuti interamente scritta nella lingua Urbis et orbis, seguendo così simbolicamente le orme di coloro che han dato all’Europa e al mondo occidentale una cultura solidamente unitaria pur nelle variegate e arrichenti differenze che la compongono: e questa rivista riprende con forza il cammino tracciato dal Petrarca, dal Valla, da Pico, dal Ficino, da Erasmo, dal Vives, dal Budé, ma anche da Bacone e Galileo, dal Morgagni e dal Vesalio, dal Newton e dal Keplero, dal Cartesio, dal Leibnitz, dal Gauss. Perché la vita del latino non sta negli estemporanei divertissements di coloro che si gingillano a tradurre nella lingua dei padri le canzonette effrenate dei nostri giorni, ma nella voce di coloro che simul ante retroque prospicientes han saputo incidere in un monumento più duraturo del bronzo la loro partecipazione alla realtà presente e viva e il loro sguardo sempre rivolto e affiso in un orizzonte né caduco né transeunte, ma imperituro e immortale.

Questa rivista, che sarà anche la voce del Campus mondiale dell’umanesimo che si sta per inaugurare alle porte di Roma, afferma con decisione che una parte, almeno, degli uomini di cultura del nostro pianeta non intende affatto rinunziare alle lingue che sono la linfa vitale della cultura umanistica ed è pronta non solo a difenderle, ma anche a promuoverle e incrementarle con sempre nuovi apporti.

 


1- Le rubriche

La rivista si compone di diverse rubriche come Litterae, Rerum historia, Philosophia, Ars docendi, Civilia iura, Linguae, Naturalis historia, Formae et figurae, Librorum existimationes. In ciascuna di esse i massimi rappresentanti della cultura europea e mondiale ed esperti cultori delle singole materie propongono contenuti originali che si confida possano contribuire all’avanzamento delle ricerche e del pensiero; a tali rubriche s’aggiunge la sezione di Levia gravia, in cui sono ospitati contributi meno specificamente relativi alla severa indagine di singole discipline, e più propriamente indirizzati alla rivitalizzazione di quell’uso della lingua latina per trattare argomenti d’interesse più generale, anche attraverso generi come quello dialogico, epistolare, narrativo, satirico, o semplicemente di riflessioni su argomenti di varia natura.

 

2- Doppia revisione anonima (Double-blind peer review)

Tutti gli articoli della rivista sono sottoposti a una doppia revisione da parte di recensori anonimi. I recensori, a loro volta, ignorano il nome dell’autore dell’articolo che analizzano. Il nome dell'autore e qualunque riferimento ad esso vengon cancellati dai saggi inviati ai revisori e la valutazione dei revisori è comunicata agli autori in forma assolutamente anonima.